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Monastero di Sant'Antonio in Polesine
vicolo del Gambone
In origine complesso agostiniano, passato alle monache benedettine nel 1257, il monastero fu costruito su un isola nell’alveo del Po, da cui deriva l’appellativo Polesine (polesine significa “affioramento di terra”).
Rimaneggiato nel corso dei secolo, è composto da due chiese, una esterna e una interna, raccordate tra loro da un chiostro rinascimentale. La chiesa esterna, pubblica, è in stile barocco, con un grandioso affresco seicentesco di Francesco Ferrari sul soffitto.
Tramite la porta più piccola sotto il porticato, si accede al chiostro quattrocentesco, in cui è stata ricavata una cappella per contenere il corpo della beata Beatrice d’Este, che visse nel monastero nel XIII secolo.
Tramite una stretta porta si accede alla chiesa interna, nota col nome di Coro delle monache, spazio riservato ai religiosi. All’interno, in tre cappelle, sono conservati importanti affreschi medievali. Nelle cappelle laterali Storie del Nuovo testamento, di anonimi artisti giotteschi: a sinistra le Storie dell’infanzia di Gesù e Storie della vita della Vergine, eseguiti nel secondo decennio del Trecento; a destra, il tema è la Passione, con affreschi databili tra la fine del Duecento e la metà del Trecento.
La cappella centrale, sormontata da un Crocifisso quattrocentesco, ospita un’Annunciazione di Domenico Panetti.
