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FERRARA: UNA CORTE SUL PO
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Delizia dei Bagni Ducali

via Alfonso I d'Este 17

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Voluta nel 1541 da Ercole II d’Este, costruita su probabile progetto di Girolamo da Carpi, è l’unica testimonianza rimasta dell’allora grande complesso del “Giardino della montagna di San Giorgio”. Un tempo luogo di svago, alle decorazioni interne lavorarono importanti pittori dell’epoca, quali il Garofalo, Camillo Filippo, Battista Dossi e lo stesso Girolamo da Carpi; purtroppo non sono rimaste tracce di questi lavori.
L’architettura della delizia rimanda a quella delle antiche domus romane, sviluppata com’è intorno ad un cortile centrale. La facciata, che guarda verso il baluardo della Montagna, si rifà al modello di Palazzo Te a Mantova, opera di Giulio Romano. La parte centrale è caratterizzata da una loggia a tre arcate sovrastata da una loggetta tripartita. Ai fianchi vi sono due corpi architettonici timpanati, movimentati da pilastri rustici nel piano inferiore, e da doppie finestre sovrapposte in quello superiore.
Con la devoluzione di Ferrara allo stato pontificio, la delizia cadde rapidamente un disgrazia. Durante l’occupazione napoleonica, fu trasformato in caserma e stalla, oltre che prigione. Solo nel 1975 iniziarono i lavori per recuperare l’edificio cinquecentesco, ed oggi il complesso è sede di alcuni uffici comunali.

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