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FERRARA: UNA CORTE SUL PO
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Corso Ercole I

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Dal castello estense si dipana Corso Ercole I, uno dei due assi principali di quella straordinaria opera urbanistica dell’Espansione Erculea. Nel 1484 il duca Ercole I volle far espandere la città, e affidò il compito a Biagio Rossetti, il quale studiò a lungo i libri di Vitruvio sull’urbanistica classica. I lavori si svolsero tra il 1492 e il 1510, e il risultato fu così che tutt’oggi l’Espansione Erculea è considerata uno dei migliori piani urbanistici della storia.
Corso Ecole I è lungo 1,5 km e largo 16 metri, il che lo rende uno dei primi viali moderni della storia, e in precedenza era noto come Viale degli Angeli, per via della presenza del Monastero di Santa Maria degli Angeli, oggi scomparso; assunse l’attuale denominazione soltanto nel secolo scorso.
Il percorso inizia dal Castello estense e, dopo pochi metri, all’incrocio con via Padiglioni, si incontra il bel palazzo Naselli-Crispi, progetto del Garofalo datato 1537. Continuando lungo il Corso, ecco il bel muro di cinta e il portale di Palazzo Giglioli-Varano, sede della Banca d’Italia, ricostruito dopo i bombardamenti del 1944. Altro importante edificio è il Palazzo Giulio d’Este, progettato da Biagio Rossetti, col suo caratteristico cornicione in cotto. Oltrepassando il neoclassico Palazzo Camerini, sede della questura cittadina, Corso Ercole I incontra l’altro importante asse dell’addizione, il lungo viale di Corso Porta a Mare e Corso Biagio Rossetti, nell’incrocio noto col nome di Quadrivio degli Angeli. Qui si affacciano tre importanti edifici: Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prospero-Sacrati e Palazzo Turchi-Di Bagno. Molto importanti sono gli angoli dei palazzi, e la pilastratura esalta l’edificio e mette in risalto le quattro direzioni dell’incrocio, una soluzione architettonica molto utilizzata nelle epoche successive.
Passato il Quadrivio degli Angeli, l’ultimo palazzo degno di nota è Palazzo Mosti, con un bel portale quattrocentesco. Da qui le costruzioni cominciano a diradarsi, finché non rimane altro che una fila di pioppi ad accompagnare la strada, fino alla sua terminazione davanti la Porta degli Angeli, sulle mura cittadine.

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