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Delizia di Fossadalbero
via Chiorboli 366
Lungo le rive del Po, in località Fossa d’Albero, sorge l’omonima delizia, voluta da Niccolò III d’Este, ed edificata tra il 1425 e il 1435 su progetto di Giovanni da Siena, in contemporanea alla Delizia di Belriguardo. L’aspetto attuale rimanda a quello di un castello, dominato da una torre centrale, con una merlatura alla guelfa. All’interno sono presenti ben 44 stanze, oltre alla cappella e al giardino.
Il castello ora è sede del Country Club locale, e non è visitabile.
Secondo la leggenda, in questa delizia si sarebbe consumato il tragico amore tra Ugo d’Este e Parisina Malatesta, rispettivamente figlio di primo letto e seconda moglie di Niccolò III. Le notizie su questo amore sono tarde e frammentarie. Parisina Malatesta, figlia di Andrea signore di Cesena, all’età di 14 anni andò in sposa al trentacinquenne Niccolò III d’Este. Nelle città estense, però, incontrò il figlio di lui, suo coetaneo. Le fonti sono discordi nel raccontare come furono i rapporti tra i giovani (alcune fonti raccontano di un colpo di fulmine, altri di un rapporto burrascoso prima dell’amore) fatto sta che i due giovani caddero innamorati, e vissero una passione travolgente. Traditi da un’ancella, furono colti sul fatto da Niccolò III e subito fatti rinchiudere nel Castello estense, dove vennero decapitati il 21 maggio 1425.
Questa drammatica vicenda amorosa colpì l’immaginazione degli artisti romantici: Lord Byron vi scrisse un poemetto, Parisina; Gaetano Donizetti musicò la tragedia lirica Parisina d’Este, e Antonio Somma dedicò loro una tragedia teatrale di notevole successo. Anche ad inizio Novecento furono notevoli le opere dedicate agli sventurati amanti: nel 1909 un film muto raccontò le loro vicende, mentre nel 1913, al Teatro della Scala, ci fu la prima della Parisina, opera lirica di Mascagni con parole di D’Annunzio.
